La Legge Regionale (L.R.) 20 giugno 2024, n. 7 ha tracciato in Umbria un modello normativo avanzato per la garanzia del diritto alla salute e per la promozione della vita indipendente delle persone con lesione al midollo spinale. Approvata all’unanimità dal Consiglio Regionale, la norma stabilisce un percorso integrato capace di connettere l’Alta Specialità ospedaliera con la rete territoriale e il Progetto di Vita Personalizzato. Tuttavia, a oltre due anni dall’entrata in vigore, la stasi attuativa e le omissioni amministrative rischiano di svuotare di efficacia la legge.
1. Il contesto epidemiologico e il presidio dell’Unità Spinale di Perugia
Sul territorio nazionale si stima che tra 80.000 e 100.000 persone convivano con una lesione al midollo spinale, con circa 2.500-3.000 nuovi casi all’anno. La rete nazionale delle Unità Spinali Unipolari (USU) soffre di un’evidente saturazione strutturale, registrando un tasso di occupazione dei posti letto superiore al 95%.
In Umbria si contano circa 450 persone con lesione stabilizzata e tra 25 e 30 nuovi casi annui. L’Unità Spinale Unipolare (USU) “Massimo Taramelli” dell’Ospedale di Perugia costituisce l’hub regionale di Alta Specialità Riabilitativa (Codice 28). La struttura, tuttavia, dispone di soli 13 posti letto a fronte di oltre 2.500 prestazioni ambulatoriali erogate ogni anno.
Tale carenza organica e ricettiva si riflette direttamente sui tempi di accesso alle cure:
Poiché nelle mielolesioni la stabilità clinica è strettamente subordinata alla tempestività dei controlli e dei presidi, i ritardi generano il rapido insorgere di lesioni cutanee e complicanze neuro-urologiche, alimentando altresì l’emigrazione sanitaria verso strutture extraregionali.
2. Quadro sintetico delle inadempienze normative rispetto alla L.R. n. 7/2024
La nota depositata in Terza Commissione Consiliare da AVI Umbria APS (Associazione Vita Indipendente Umbria – APS), FAIP APS (Federazione Associazioni Italiane Paraplegici – APS) e Fondazione Serena Olivi ETS (Ente del Terzo Settore) riassume i termini disattesi dalla Giunta Regionale:
3. Analisi economico-clinica dell’inappropriatezza assistenziale
L’intervento delle Associazioni di Promozione Sociale pone un accento cruciale sulla sostenibilità economica del Servizio Sanitario Regionale (SSR), dimostrando come la lentezza burocratica nell’autorizzazione degli ausili ad alta tecnologia costituisca una fonte di spreco di denaro pubblico.
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Ambito di Valutazione |
Tipologia di Intervento / Prestazione |
Impatto Economico e Finanziario |
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Costo della Prevenzione |
Fornitura tempestiva di cuscino posturale / ausilio ad alta tecnologia |
€ 400 – € 800 (una tantum) |
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Costo Degenza USU |
Degenza ordinaria in Unità Spinale Unipolare (USU) (Codice 28) |
€ 800 – € 1.200 / giorno (L’ausilio equivale a 1-2 gg di ricovero) |
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Costo del Danno Evitabile |
Trattamento chirurgia plastica e cure per lesione da pressione grave (III-IV stadio) |
€ 30.000 – € 50.000+ per singolo evento (60-90+ gg di degenza) |
Il differimento della consegna di presidi preventivi adducendo vincoli di bilancio genera un fallimento allocativo: il risparmio di poche centinaia di euro nella prevenzione si traduce nello spreco di decine di migliaia di euro per curare complicanze ampiamente evitabili, arrecando al contempo un grave nocumento all’autonomia della persona.
4. Il PDTAS e il Progetto di Vita
L’adozione immediata del PDTAS (Percorso Diagnostico Terapeutico Assistenziale + Sociale) ex Art. 7 rappresenta la condizione inderogabile per garantire l’integrazione tra la risposta sanitaria e il Progetto di Vita Individuale, Personalizzato e Partecipato ai sensi del Decreto Legislativo (D.Lgs.) 62/2024 e della Legge 227/2021.
La sostenibilità degli interventi previsti dalla L.R. 7/2024 beneficia peraltro di canali di finanziamento e fondi già disponibili nel bilancio regionale:
L’azione congiunta di AVI Umbria APS, FAIP APS e Fondazione Serena Olivi ETS richiama le istituzioni regionali al dovere di dare piena operatività alla legge, superando la logica dell’emergenza per affermare in modo permanente il diritto alla salute e l’autonomia personale dei cittadini.
Prospetto riepilogativo degli acronimi esplicitati nei testi:
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VERIFICA DEONTOLOGICA E AUDIT DI CONFORMITA (Guida Ordine dei Giornalisti “Comunicare la disabilità – Prima la persona”)
Un’analisi condotta sui tre testi elaborati rispetto ai principi del decalogo deontologico dell’Ordine dei Giornalisti (ODG) conferma il rispetto dei seguenti parametri:
1. Qualificazione degli Enti e Terminologia del Terzo Settore
2. Titoli: Eliminazione dei Termini Assistenziali e Focalizzazione sui Diritti (p. 37 della Guida ODG)
3. Linguaggio incentrato sulla Persona (Person First Language, pp. 26-27 della Guida ODG)
4. Rifiuto del Pietismo e del Superomismo (p. 35 e p. 51 della Guida ODG)
5. Rigore Scientifico, Dati Economico-Clinici e Art. 6 del Testo Unico dei Doveri del Giornalista (p. 6 della Guida ODG)